A chi parleremo nel 2035? A cosa presteremo attenzione? Come si costruirà la fiducia? Ma soprattutto: quali competenze e attitudini serviranno a chi comunicherà? Di quali strumenti avranno bisogno le professioniste e i professionisti del futuro? Di quale formazione?
Per rispondere a queste domande, dalla collaborazione tra A2A e Sapienza Università di Roma è nato il libro "I comunicatori del futuro", a cura di Alberto Mattiacci e Carlotta Ventura, edito da Egea e disponibile dal 17 aprile 2026.
Il volume, frutto di un progetto di ricerca durato oltre un anno, applica la metodologia dei Future Studies alla comunicazione aziendale, con l'obiettivo di creare una nuova tavola delle competenze per navigare il prossimo decennio della comunicazione.


"I comunicatori del futuro" annovera, tra le altre, le firme degli autorevoli studiosi che hanno partecipato al progetto: Paolo Acanfora (Sapienza Università di Roma), Cosimo Accoto (MIT), Barbara Caputo (Politecnico di Torino), Giovanni Corazza (Università di Bologna), Bruno Lepri (Fondazione Bruno Kessler), Francesco Morace (Future Concept Lab), Walter Quattrociocchi (Sapienza Università di Roma), Enzo Risso (Sapienza Università di Roma), Giuseppe Riva (Università Cattolica del Sacro Cuore), Alessandro Rosina (Università Cattolica del Sacro Cuore).
La transizione ecologica è una missione comune, che richiede la collaborazione di molti stakeholder: dalle persone alle comunità, dalle istituzioni ai territori. Un coinvolgimento che una strategia di comunicazione a lungo termine, consapevole dei cambiamenti in atto, può rendere possibile.
In questo contesto, il ruolo di una Life Company non è soltanto costruire infrastrutture e abilitare i servizi essenziali alla transizione, ma anche favorire la diffusione di una nuova cultura della sostenibilità: dando alle nuove generazioni informazioni e strumenti per orientarsi nel mondo, con consapevolezza e responsabilità — e, in linea con la metodologia dei Future Studies, contribuire alla realizzazione dei migliori futuri possibili.
I Future Studies sono un campo di indagine multidisciplinare che non mira a calcolare con precisione un singolo futuro probabile, ma a mappare una gamma di futuri possibili, plausibili, probabili e preferibili, partendo non solo da quello che è successo nel passato ma anche dai trend che stanno iniziando a imporsi nel presente.
In questa ricerca, il team di lavoro ha esplorato dieci aree di cambiamento — dall'intelligenza artificiale alla creatività, dalla demografia alle nuove forme di socialità — attraverso dieci seminari con accademici e studiosi di alto profilo e un confronto interno durato più di un anno, per elaborare poi gli scenari dei futuri possibili e le competenze necessarie per affrontarli.
Non possiamo prevedere con certezza il futuro, ma possiamo mettere a fuoco le possibilità per non farci trovare impreparati.
Il futuro non è predeterminato. Le decisioni prese oggi cambiano lo spazio dei futuri possibili.
Il metodo si basa sull'identificazione di segnali di cambiamento classificati per intensità.
L'approccio della ricerca è partito da un’idea chiara: che per parlare del futuro bisognava partire dal contributo di chi quel futuro lo vivrà in prima persona.
Per questo, sulla base del modello Bauhaus, l’approccio del progetto è stato interdisciplinare e intergenerazionale. Il team è stato pensato per integrare generazioni diverse ed expertise diverse:
Da un lato, uno Steering Committee di sei professoresse e professori di Sapienza e dieci voci chiamate a condurre seminari di approfondimento + Chief Communication and Sustainability Officer A2A.
Dall'altro, la Vision Squad A2A composta da 25 professioniste e professionisti under 30 del Gruppo – dalla comunicazione esterna alla sostenibilità, dal talent acquisition alla strategia.
Organizzata in cinque mini-team tematici, la Vision Squad A2A ha lavorato per oltre un anno come motore operativo della ricerca: ha studiato i driver di cambiamento, formulato domande e ipotesi, condotto analisi autonome e partecipato ai seminari con le esperte e gli esperti, contribuendo a costruire i risultati del progetto.
Il risultato del progetto è uno strumento concreto: la Tavola delle Competenze dei Comunicatori 2035. Costruita sul modello della tavola periodica degli elementi di Mendeleev, identifica 31 competenze organizzate in tre domini – Business, Human, Tech.
A differenza dei modelli tradizionali, in questo caso le competenze sono intese come elementi che si combinano tra loro come atomi in molecole: configurazioni professionali diverse a seconda dello scenario, del progetto, del team.


Come ci si prepara al futuro? Questo progetto nasce dalla volontà di non limitarsi a reagire al cambiamento, ma di prepararsi a leggerlo e contribuire a orientarlo.
Il libro "I comunicatori del futuro" è il nostro primo passo per continuare a raccontare la cultura della sostenibilità a persone, territori e comunità nei mondi e nelle vite che viviamo – nei mondi e nelle vite che vivremo.
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