Vai al contenutoVai al pié di paginaTorna in cima alla pagina
Anna Memola e la Conservazione: quando tutto cambia, la passione resta

Anna Memola e la Conservazione: quando tutto cambia, la passione resta

Anteprima video attualmente non disponibile

Per poter visualizzare il contenuto è necessario aggiornare le preferenze cookie, prestando il consenso ai servizi di categoria "Miglioramento dell’esperienza".

  • Intro
  • Lavagna del Prof
  • Fisica e sport
  • Energia della vita

Nel pattinaggio sul ghiaccio nulla è lasciato al caso: equilibrio, velocità, controllo. Ogni gesto è il risultato di forze che interagiscono in modo preciso. Ma dietro la perfezione di un salto ci sono scelte, cambi di direzione, e una passione che non scompare, ma si trasforma nel tempo.

È da qui che parte il secondo episodio della Fisica delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali, la serie vodcast che noi di A2A abbiamo realizzato in collaborazione con i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. In questa puntata, Vincenzo Schettini incontra la pattinatrice e allenatrice Anna Memola.

Dalla fisica ai ricordi, scopriremo il significato di conservazione come costanza: sul ghiaccio governa la rotazione di un salto, nella vita ci ricorda cosa vale la pena portare con sé quando cambia la prospettiva.

Lo sapevi che?

La stabilità sul ghiaccio dipende dalla lama

A differenza dei pattini a rotelle, quelli da ghiaccio hanno una base d’appoggio più sottile, con un profilo che permette alla lama di incidere la superficie. Anna Memola ci racconta che per i bambini più piccoli esiste anche la bilama, utile per prendere confidenza con l’equilibrio. Lo conferma anche la fisica: in generale, più ampia è la superficie d’appoggio, più facile è mantenere la stabilità.  In ogni caso il piede deve restare ben fermo nello scarpone: è da lì che nasce il controllo del movimento. 

Quando la fisica incontra il pattinaggio

La conservazione del momento angolare guida il salto

Nel pattinaggio sul ghiaccio il flip triplo è un salto caratterizzato da tre rotazioni in aria. Con le braccia aperte, la pattinatrice si solleva dal ghiaccio a una certa velocità angolare, che aumenta quando inizia a roteare in aria, stringendosi le braccia al petto. Al tempo stesso diminuisce il momento d’inerzia, legato invece alla distribuzione della massa corporea attorno all’asse di rotazione verticale, perché le braccia prima distese, si richiudono, rendendo il corpo più compatto. 

Quando il momento d’inerzia diminuisce, la velocità angolare aumenta, e viceversa. Durante il salto, dunque, queste due grandezze fisiche si compensano, e la loro risultante, il momento angolare, rimane costante. Come ci spiega Vincenzo Schettini, questa conservazione rende possibile controllare il salto: aprirsi, chiudersi e atterrare con precisione. 

Quando la fisica incontra la vita

La passione di rimettersi in gioco, da un’altra prospettiva

Anna Memola ha 23 anni e il pattinaggio sul ghiaccio lo conosce da sempre. Per anni ha gareggiato come pattinatrice, ma nel 2020 qualcosa è cambiato. Le strutture chiuse, gli allenamenti interrotti e poi gli infortuni, quando ogni ripartenza costa sempre più fatica. È in quel momento che la voglia inizia a calare.

Ma come nella fisica, anche nella vita esistono grandezze che si conservano, anche da un’altra prospettiva. Anna capisce che la sua passione non è scomparsa: si è trasformata. Da atleta è passata “dietro la balaustra”, diventando insegnante. 

Oggi Anna trasmette ai ragazzi ciò che il pattinaggio le ha insegnato: usare le forze a proprio favore, cadere e rialzarsi, trovare equilibrio anche quando la gravità sembra un nemico. La passione resta, conservata in una forma nuova. Proprio come il momento angolare: non si perde, si redistribuisce.

Condividi il tuo apprezzamento

Ti è piaciuto l'articolo? Faccelo sapere con un like!

Torna in cima alla pagina