L’acqua che scorre sotto Brescia è un sistema dinamico, fatto di pressioni, flussi e segnali da interpretare. Una rete idrica efficiente si legge proprio qui: nei punti di maggiore sensibilità, nelle anomalie che anticipano una perdita prima che diventi un problema.
È su questa capacità di osservazione che si basa il lavoro avviato nel 2017 da noi di A2A, con A2A Ciclo Idrico, insieme al Comune e all’Autorità d’Ambito. In otto anni, la dispersione idrica in città è scesa dal 31,91% al 20,25%, confermando il ruolo virtuoso di Brescia rispetto alla media nazionale, ancora attestata oltre il 42%.
Un risultato che assume ancora più rilevanza in un contesto in cui siccità e pressione sulle risorse idriche richiedono un uso sempre più attento e razionale dell’acqua. Ma il dato è anche l'effetto visibile di un metodo. Dietro la riduzione delle perdite a Brescia ci sono due leve che hanno trasformato il modo in cui gestiamo e presidiamo la rete idrica cittadina: la distrettualizzazione e la digitalizzazione.
Riduzione della dispersione idrica a Brescia (2017-2025)


Ripensare il modo in cui viene monitorata e gestita la rete idrica significa porsi degli obiettivi sia per la gestione quotidiana, sia per la pianificazione a lungo termine. La distrettualizzazione attuata a Brescia è quindi per noi una strategia di prevenzione, capace di rendere visibili segnali che prima non era possibile intercettare. Con questo obiettivo, i 680 km dell’acquedotto di Brescia sono stati suddivisi in reti più piccole, i distretti, aree omogenee per altitudine e condizioni di esercizio. In totale, il sistema acquedottistico è articolato in 32 distretti idrici, di cui 29 realizzati negli ultimi anni, anche attraverso lo sviluppo del progetto PNRR.
La distrettualizzazione ci permette di ridurre le perdite idriche attraverso il monitoraggio continuo del flusso in ingresso nel distretto, essenziale per individuare comportamenti anomali quando questo aumenta oltre le attese, soprattutto nelle ore notturne. Di notte, infatti, la domanda d’acqua si riduce, ed eventuali differenze rispetto ai valori attesi emergono con maggiore evidenza, soprattutto grazie a un controllo concentrato su zone mirate.
Al tempo stesso, i distretti aiutano a controllare meglio le pressioni di esercizio del flusso d’acqua sulla rete. Le condotte sono soggette a stress meccanici significativi quando lavorano a pressioni eccessive o altalenanti: la distrettualizzazione, invece, permette di distribuire la pressione in modo uniforme e controllato, riducendo la possibilità di eventuali fuoriuscite d’acqua da microfratture non ancora individuate e, al tempo stesso, di offrire un servizio migliore alle utenze.
Accanto al lavoro sulla struttura della rete, un’ulteriore leva di trasformazione per la riduzione delle perdite idriche è stata la digitalizzazione del servizio. Il progetto Aquarius, avviato nel 2019 e sostenuto anche dai fondi del PNRR, ha introdotto un sistema di 1265 sensori acustici correlatori (noise loggers) per oltre 320 km di rete, installati nei pozzetti stradali e negli ambienti interrati. Questi dispositivi rilevano in tempo reale il rumore prodotto da eventuali fuoriuscite d’acqua e trasmettono ogni notte file audio e dati di telemetria a una piattaforma di analisi.
L’adozione di un metodo dinamico, basato su installazioni intensive nella fase iniziale e sul successivo spostamento dei sensori verso nuove aree una volta intercettata la maggior parte delle perdite, ha permesso di ottimizzare l’uso della sensoristica e di ampliare progressivamente la copertura di rete. Ad oggi, l’utilizzo dei sensori Aquarius ha permesso di individuare e riparare 226 perdite.
Contributo dei sensori Aquarius per il monitoraggio e la riparazione delle perdite idriche a Brescia


Sul modello di Brescia e in allineamento con le strategie dell’Ufficio d’Ambito, anche altri 11 comuni della provincia gestiti da A2A Ciclo idrico sono stati oggetto di interventi di distrettualizzazione e digitalizzazione. Con 535 sensori acustici installati (a Gavardo, Vobarno e Rodengo Saiano) in grado di monitorare ogni notte 173 km di rete, sono state individuate e riparate 45 perdite.
La riduzione concreta della dispersione idrica è confermata anche dal macroindicatore Arera M1a, l’indice su cui l’Autorità nazionale misura le performance di tutti i gestori come rapporto tra il volume delle perdite idriche totali e la lunghezza complessiva della rete di acquedotto nell’anno considerato. Gli interventi realizzati, sia nel capoluogo sia nel territorio gestito, hanno contribuito a raggiungere un valore di 14,3 metri cubi di acqua persi per chilometro di rete al giorno, a fronte di una media nazionale di 19 mc/km/g. Un percorso che dimostra come innovazione, monitoraggio e gestione integrata possano contribuire concretamente a una tutela più efficiente e sostenibile della risorsa idrica.
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