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Come comunicare in futuro? 25 under 30 di A2A si mettono alla prova

Come comunicare in futuro? 25 under 30 di A2A si mettono alla prova

Come si progetta una strategia di comunicazione che guarda al futuro? Per cercare una risposta siamo partiti dalle domande di chi, quell’orizzonte, lo vivrà in prima persona. Così nasce I futuri della comunicazione, un progetto di ricerca sviluppato da noi di A2A insieme a Sapienza Università di Roma che, per oltre un anno, ha coinvolto un team di professionisti e professioniste under 30 del Gruppo - la nostra Vision Squad - al fianco di accademici, ricercatori, ricercatrici e figure senior di A2A, per ipotizzare una strategia di comunicazione da qui a dieci anni. Il percorso ha consolidato l’idea che una mentalità strategica diffusa sia la chiave per aiutare le comunità aziendali a crescere insieme per comunicare in modo efficace, oggi e in futuro.

“La comunicazione è sempre di più un pilastro strategico che trasforma le scelte aziendali in valore condiviso. In questo contesto, la strategia di comunicazione, deve diventare un processo in cui persone con competenze diverse interagiscono e raccolgono segnali, costruiscono insieme interpretazioni condivise e decidono come agire.”

Carlotta Ventura - Chief Communications, Sustainability and Regional Affairs Officer di A2A e Presidente di Amsa

Metodo di lavoro

Superare le barriere tra discipline, per un approccio multidisciplinare e intergenerazionale.

L’approccio all’intera ricerca è stato ispirato alla Bauhaus, che vede la conoscenza come un processo dinamico da sviluppare attraverso la contaminazione di saperi, portando discipline e generazioni diverse allo stesso tavolo. Da questo approccio è nata una Task Force di Progetto caratterizzata da diverse seniority, competenze specifiche e culture di riferimento e divisa in tre macrogruppi:

 

  • Lo Steering Committee, formato da cinque professori ordinari di Sapienza Università di Roma, da Carlotta Ventura, (Chief Communication, Regional Affairs & Sustainability Officer di A2A) e da Stella Romagnoli, senior advisor della comunicazione.
  • La Vision Squad A2A, composta da 25 professionisti e professioniste under 30 del Gruppo con ruoli aziendali differenti.
  • La Vision Squad Sapienza, composta da giovani ricercatrici e ricercatori del dottorato in Comunicazione, Ricerca Sociale e Marketing.

 

Il percorso intrapreso ha confermato come per muoversi tra scenari in continua trasformazione non sia più possibile separare il pensiero e la strategia dall’esecuzione. Tutti devono partecipare al processo strategico, allenandosi a diventare la figura che abbiamo chiamato “Architetto di Senso”: colui o colei che, grazie a profondità culturale e pensiero laterale, riesce a costruire narrazioni coerenti e a reagire prontamente in contesti incerti. Il percorso di crescita ed esplorazione della Vision Squad A2A ha preso così forma lungo cinque direttrici: flessibilità, creatività, gioco, ownership e relazione.

 

“Quando si parla di temi come la sostenibilità, conoscere solo i tecnicismi e lavorare solo con gli addetti ai lavori non basta. È necessario saper tradurre quella complessità, creare connessioni e aprire spazi di dialogo.” 

 

Francesca Natalizio, Sustainability Stakeholder Engagement, Team “Attenzione”

Flessibilità

Valorizzare competenze e attitudini individuali con il lavoro di squadra.

Il progetto si è sviluppato attorno a dieci Key Driver di Ricerca, affrontati congiuntamente dall'intero gruppo di lavoro. All'interno di questo percorso condiviso, la Vision Squad A2A ha approfondito ulteriormente cinque driver (Pensiero, Creatività, Attenzione, Digital Twin e Network) e la Vision Squad Sapienza gli altri cinque (AI, Medioevo, Io-Noi, GenZ, Demos). Il lavoro è stato suddiviso per permettere profondità di ricerca, ma il confronto tra i team è rimasto continuo, in modo da analizzare ogni tematica da più prospettive. Le squadre, costruite in modo multidisciplinare, hanno superato la suddivisione dei partecipanti secondo la struttura formale dell'organizzazione aziendale, valorizzando competenze verticali ma anche soft skills, interessi e attitudini individuali, in linea con lo spirito del progetto. 

 

Nel corso della ricerca, i team A2A sono stati più volte rimescolati e i ruoli di leadership e coordinamento ruotati: l'obiettivo è stato stimolare la Vision Squad a usare tutte le proprie potenzialità e rafforzare la capacità di lavorare insieme riconoscendo il valore del contributo di ciascuno. Nel corso dell’anno si è rafforzata così una community che ha avuto modo di contaminare ruoli e conoscenze, aprendo la strada a una creatività collettiva e diffusa.

 

“Ho avuto la fortuna di immergermi nel macro-tema della creatività. E quello che mi porto a casa è un cambio di prospettiva importante: la creatività non è (solo) un atto individuale, ma un processo collettivo, che si allena con metodo e nasce dall'interazione tra persone, contesti e tecnologie.” 

 

Carolina Polzella, Education & Youth Engagement, Team “Creatività”

Creatività

Creare un’intelligenza creativa collettiva tra momenti di pensiero convergente e divergente.

La creatività è un processo cognitivo con proprie specifiche dinamiche, che è stato allenato per la Vision Squad A2A in momenti di lavoro ispirati al design thinking, alternando quindi fasi divergenti e convergenti. La fase divergente è lo spazio delle possibilità, in cui si abbandona il pensiero lineare per una libera associazione di idee, esplorando direzioni diverse. La fase convergente, invece, è lo spazio della sintesi, in cui si raccolgono, si valutano e si selezionano le idee emerse per dare loro una forma e costruirvi sopra. 

 

Impostare il processo creativo con metodo ha permesso ai partecipanti di scandire obiettivi condivisi dall'intero gruppo e obiettivi specifici per ogni team, organizzati in timeline di lavoro articolate e con orizzonti temporali lunghi. In preparazione a ogni seminario di approfondimento su uno specifico Key Driver con Sapienza, la Vision Squad ha studiato e raccolto spunti in "note di stimolo" per i relatori, formulando con attenzione le domande di ricerca e preparandosi a partecipare a confronti e discussioni, prima di iniziare a ipotizzare possibili risposte. 

 

In un contesto lavorativo dinamico, dove si potrebbe rischiare di cadere nella “trappola” del cercare soluzioni immediate, processi e modalità di lavoro come queste permettono di sostenere nel tempo creatività e innovazione, trovando un equilibrio tra orientamento alla performance a breve termine e sperimentazione volta all’apprendimento e alla crescita nel lungo periodo. Per la Vision Squad A2A, questo equilibrio si è consolidato attraverso due direttrici complementari: l’attitudine al gioco e il senso di ownership sul proprio lavoro.

 

“Partecipare a questo progetto di ricerca è stata un'esperienza davvero stimolante, che mi ha permesso di lavorare con altri professionisti under 30 del Gruppo, con ruoli diversi ma uniti dalla stessa voglia di mettersi in gioco, per immaginare il futuro della comunicazione in modo aperto, curioso e ottimista.” 

 

Sharon Manzari, Learning & People Development, Team “Network”

Gioco e ownership

Due modi complementari di approcciare il processo creativo.

Per passare dalla teoria dei seminari alla pratica dell’applicazione aziendale servivano sia la responsabilità di esplorare, formulare e sostenere un proprio punto di vista sia la libertà di farlo senza paura, per sfruttare al massimo le proprie potenzialità. Per questo è stato fondamentale stabilire all’interno del gruppo una cultura positiva del fallimento e del test & learn, in cui tentare e sbagliare non interrompe il processo, ma lo alimenta.

 

Workshop di coprogettazione, giochi di ruolo e sfide interne ispirate al debate based learning hanno creato le condizioni per una libera esplorazione e per momenti di riflessione condivisa che hanno facilitato la formulazione delle conclusioni della ricerca. In uno dei workshop, in particolare, ogni team della Vision Squad A2A si è diviso in due sottogruppi, chiamati a difendere due posizioni opposte - tesi e antitesi - riguardo uno specifico Key Driver di Ricerca (Pensiero, Network, Attenzione, Digital Twin, Creatività). Alla fine di ogni dibattito si è svolto un confronto aperto tra tutta la Vision Squad A2A, la Vision Squad Sapienza e lo Steering Committee. L’esercizio ha permesso di mettere a fuoco possibili soluzioni diverse a partire da uno stesso quesito e di allenare e la costruzione condivisa di senso

 

La costruzione di uno spazio sicuro, controllato e orientato alla libera sperimentazione, ha rafforzato la consapevolezza individuale e di gruppo e la fiducia nelle proprie capacità da parte dei partecipanti, elementi fondamentali per l’orientamento all’innovazione. È stato possibile liberare la mente, superare le paure, riscoprire potenzialità nascoste e conoscersi meglio reciprocamente, al di là dei ruoli professionali. Grazie al confronto con gli altri, ogni team ha potuto trovare una “sintesi” efficace tra le “tesi” e le “antitesi” esplorate.

 

“Si è soliti pensare che il valore di una domanda stia nella sua risposta. L’esperienza della Vision Squad A2A ribalta questa prospettiva: lo spazio più prezioso non è stato quello delle risposte, ma quello in cui è stato possibile farsi domande insieme.” 

 

Marta De Gennaro, Brand Strategy, Team Leader & A2A Coordinator Vision Squad

Relazione

Rituali condivisi e spazio per crescere insieme.

Per le giovani generazioni, la dimensione relazionale all’interno dell’ecosistema lavorativo è ancora più rilevante rispetto al passato. Diventa quindi essenziale coltivare il network interno all’organizzazione come spazio di appartenenza capace di generare vere e proprie “community of sentiment”.

 

Flessibilità, creatività, gioco, ownership e relazione possono essere leve interdipendenti di crescita che funzionano laddove esistono le condizioni in cui ciascuno possa sviluppare capacità di lettura, giudizio e immaginazione. 

 

La strategia diffusa rende possibile questo processo, consolidando una community che si coltiva, si alimenta e, quando funziona, si porta dentro il lavoro di tutti i giorni e supera i confini del team di lavoro. Perché per noi di A2A, capire oggi come comunicare i nostri valori anche in futuro non è solo un atto di curiosità, ma di responsabilità.

 

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