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Dall’innovazione alla scala industriale: l’evoluzione del Climate Tech in Italia

Dall’innovazione alla scala industriale: l’evoluzione del Climate Tech in Italia

In uno scenario globale caratterizzato da nuove sfide ambientali, tecnologiche e geopolitiche, noi di A2A consideriamo l’innovazione una leva strategica per la transizione sostenibile. Per questo sosteniamo lo sviluppo del Climate Tech attraverso un approccio integrato di Open Innovation. 

Da questa prospettiva nasce The State of Climate Tech in Italy 2025, realizzato dal team di A2A Life Ventures con Net Zero Insights, società specializzata in analisi dati e ricerche di mercato nel settore Climate Tech. 

Il report analizza i flussi di finanziamento, il comportamento degli investitori e il ruolo degli attori industriali, evidenziando tre tendenze chiave del Climate Tech italiano: 

  1. la maturità delle startup resta il principale collo di bottiglia;
  2. la specializzazione hard tech rappresenta il vantaggio competitivo dell’ecosistema;
  3. la collaborazione tra startup e corporate è la leva di crescita per accompagnare l’innovazione verso la scala industriale.

Il collo di bottiglia del Climate Tech italiano

Il collo di bottiglia del Climate Tech italiano

In Italia il capitale cresce, ma poche startup raggiungono una scala industriale

Negli ultimi anni, la disponibilità di capitale per il Climate Tech italiano è cresciuta, sostenuta dal lancio di nuovi fondi dedicati alla transizione climatica e dall’attività di investitori e operatori dell’ecosistema. 

In Italia, la maggior parte degli investimenti resta concentrata nelle fasi iniziali, mentre poche startup riescono a completare con successo il percorso di crescita verso la fase di scale-up. Questo riduce la pipeline di operazioni più mature e limita l’impiego di capitali più consistenti. Il tema, quindi, non è la mancanza di capitale early stage, ma la capacità dell’ecosistema di accompagnare le startup verso la crescita industriale. 

Il report analizza tre settori chiave - Transizione Energetica, Economia Circolare e Sostenibilità Urbana - che non solo modellano l'ecosistema Climate Tech, ma si allineano anche alla strategia e alla mission di lungo periodo di A2A. Su questi ambiti infatti convergono rilevanti investimenti e significativi esempi di sinergie industriali di successo. Questa evoluzione conferma una maturazione del mercato, dove osserviamo una concentrazione di capitali in soluzioni ad alto contenuto scientifico e tecnologico. Supportare attivamente i percorsi di scale-up e ampliare la disponibilità di capitali per le fasi Growth sarà quindi essenziale per costruire nel tempo un ecosistema Climate Tech più solido e competitivo.

Investimenti annuali in equity per settore (2021-2025)

Il vantaggio competitivo

L’ecosistema italiano concentra gli investimenti sulle tecnologie hard tech

Con una delle più grandi basi manifatturiere d’Europa e competenze consolidate nell’ingegneria meccanica, elettrica e di processo, l’Italia è naturalmente orientata allo sviluppo di tecnologie capital & tech intensive. 

Gli investimenti si concentrano quindi su tecnologie che valorizzano competenze industriali già esistenti, tra cui: idrogeno, agricoltura di precisione, cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio (CCUS), mobilità elettrica. Questi ambiti beneficiano dei punti di forza del Paese in ingegneria, automazione e know-how di processo, facilitando l’integrazione delle soluzioni sia nei sistemi industriali nazionali sia nelle filiere internazionali.

Segmenti tecnologici che attraggono più investimenti equity (2025)

La leva di crescita

La collaborazione tra startup e corporate è la chiave per accelerare lo scale-up

L’Italia, facendo leva sulle proprie competenze accademiche, scientifiche e industriali, sta consolidando il proprio ruolo nel panorama Climate Tech europeo. Infatti, nonostante un iniziale scetticismo verso il nostro ecosistema, arretrato rispetto ad altri paesi, si riscontra un crescente interesse da parte degli investitori internazionali. 

Sul lungo periodo, la crescita dell’ecosistema italiano dipenderà sempre meno dalla sola disponibilità di fondi pubblici e sempre più dalla capacità di convertire brillanti soluzioni tecnologiche in veri e propri progetti industriali. In questo passaggio, il ruolo degli investitori strategici e delle grandi imprese diventa centrale per accompagnare le startup verso una maggiore maturità tecnologica. 

Una componente fondamentale della crescita del nostro ecosistema sarà quella di consolidare ulteriormente queste collaborazioni. A livello europeo si riscontra una forte tendenza verso le acquisizioni strategiche da parte di corporate verso scale up di successo. Infatti, ad oggi, rappresentano il principale percorso di exit nel Climate Tech, superando la soglia del 90% delle exit negli ecosistemi europei più maturi. 

Anche in Italia emerge una dinamica simile, dove nel 2025 circa il 60% delle exit è avvenuto attraverso operazioni di M&A, dato che conferma come la collaborazione tra startup e corporate sia una leva decisiva per trasformare l’innovazione tecnologica in soluzioni industriali scalabili.

Il motore dell’Open Innovation

Con A2A Life Ventures trasformiamo la collaborazione tra corporate e startup in un motore di crescita per il Climate Tech

Con A2A Life Ventures, applichiamo questo approccio per favorire l’incontro tra startup, competenze industriali e capacità di execution. Attraverso programmi di Corporate Venture Capital, Corporate Venture Building e Corporate Venture Clienting, sosteniamo le tecnologie abilitatrici della transizione energetica e dell’economia circolare, con l’obiettivo di accelerarne l’adozione industriale. 

Il report The State Of Climate Tech in Italy 2025 non è quindi solo un’analisi dello stato attuale del settore: è anche un invito all’azione, che punta a favorire la collaborazione tra grandi imprese e talento imprenditoriale per portare le soluzioni sostenibili più promettenti verso una crescita scalabile.

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