Vai al contenutoVai al pié di paginaTorna in cima alla pagina

Rebag: un nuovo modello industriale per il riciclo della plastica

  • Il progetto
  • Come funziona
  • Valore generato

Il progetto Rebag

Trasformare gli scarti di plastica in risorse per l’economia circolare

Rebag è il progetto con cui noi di A2A rafforziamo la filiera del riciclo della plastica nel polo di economia circolare di Cavaglià (Biella), trasformando scarti e imballaggi post-consumo in nuovi prodotti in plastica riciclata.

Il progetto si concentra in particolare sul riciclo del LDPE (polietilene a bassa densità), una plastica flessibile e resistente utilizzata comunemente per sacchetti e film da imballaggio. Attraverso il nostro impianto realizzato grazie al progetto Rebag, questi materiali vengono recuperati e trasformati in granuli, bobine di film e sacchetti in plastica riciclata, destinati sia alle società del Gruppo sia al mercato.

Rafforzare le filiere del riciclo e l’autonomia delle materie prime seconde

Il progetto nel panorama europeo

Nel panorama europeo, il rafforzamento delle filiere del riciclo è una leva strategica per:

  • sostenere la transizione verso un’economia circolare più resiliente
  • ridurre la dipendenza da materie prime vergin
  • aumentare l’autonomia industriale dei territori.

In questo contesto, l’impianto Rebag contribuisce alla chiusura virtuosa del ciclo della plastica, migliorando la qualità e il valore delle materie EoW generate, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi europei di recupero dei materiali, riduzione degli impatti ambientali e sviluppo di filiere circolari.

Il progetto nella strategia di A2A: integrazione industriale e circolarità concreta

Rebag è parte integrante della strategia di economia circolare del nostro Gruppo, orientata a integrare le diverse fasi della filiera – dalla raccolta e selezione dei rifiuti fino alla produzione di nuovi prodotti riciclati.

Il progetto rafforza il ruolo del polo di Cavaglià come hub avanzato dell’economia circolare e ci consente di soddisfare direttamente il fabbisogno di sacchetti in plastica riciclata delle nostre società di raccolta, dando vita a un modello industriale integrato, tracciabile e replicabile.

Come funziona l’impianto del progetto Rebag

Dalla plastica raccolta ai nuovi prodotti

Il cuore del progetto Rebag è un impianto industriale progettato per garantire elevati standard di qualità del materiale riciclato. In particolare, può trattare fino a 10.000 tonnellate all’anno di plastica LDPE, provenienti per oltre l’80% da flussi di rifiuti primari post-consumo e da scarti industriali, oltre a una quota residuale di plastica post-consumo selezionata negli impianti di Cavaglià e Muggiano.

Attraverso una sequenza di lavorazioni industriali, il rifiuto composto dalle plastiche o raccolte viene pulito, trasformato e rigenerato, fino a diventare una nuova materia prima o un prodotto finito.

Il processo consente di ottenere:

  • granuli di LDPE riciclato, utilizzabili come materia EoW
  • bobine di film in LDPE, semilavorati per nuovi imballaggi
  • sacchetti in plastica riciclata, destinati sia alle società del Gruppo sia alla grande distribuzione.

La flessibilità dell’impianto permette di adattare la produzione alle esigenze del mercato, massimizzando il valore dei materiali recuperati e valorizzando ogni fase del riciclo.

Un impegno concreto che si riflette nel potenziamento dei nostri asset presenti nella Regione, a partire dal polo di Cavaglià, dove stiamo consolidando un hub avanzato per l’economia circolare: al revamping delle linee per il trattamento della plastica si affiancano ora il progetto Rebag, dedicato alla trasformazione degli scarti in sacchetti e contenitori, e lo sviluppo del primo impianto pilota per il recupero dei rifiuti tessili

Fulvio Roncari - Presidente e Amministratore Delegato di A2A Ambiente

Tecnologia e innovazione al servizio del riciclo

Le tecnologie adottate nell’impianto consentono di gestire in modo efficiente le diverse fasi del processo – dalla preparazione del materiale fino alla produzione dei manufatti – assicurando affidabilità, continuità operativa e tracciabilità dei flussi.

L’integrazione di sistemi avanzati di triturazione, lavaggio, densificazione ed estrusione permette di ottenere una plastica riciclata idonea a nuovi utilizzi industriali, contribuendo a rafforzare la competitività delle filiere del riciclo e a migliorare le prestazioni ambientali complessive del processo.

Dati utili

10.000t/anno

capacità di riciclo di plastica LDPE

≥80%

rifiuto composto dalle plastiche provenienti da flussi primari post-consumo e scarti industriali

Valore per ambiente, economia e territorio

Un’infrastruttura circolare

Rebag rappresenta un passaggio chiave nell’evoluzione del nostro modello industriale: dalla gestione dei rifiuti alla produzione di nuovi manufatti riciclati, chiudendo il ciclo della plastica all’interno della stessa filiera e trasformando la gestione dei rifiuti in un sistema capace di produrre benefici ambientali, economici e territoriali. 

Benefici ambientali

Il progetto contribuisce a ridurre il consumo di materie prime vergini e le emissioni associate alla produzione di nuova plastica, migliorando al tempo stesso la qualità e la tracciabilità dei materiali riciclati.

Benefici economici

Rebag rafforza la filiera del riciclo della plastica all’interno del polo di Cavaglià, valorizzando investimenti in tecnologia e innovazione e consolidando l’integrazione tra le diverse fasi del ciclo: dalla raccolta e selezione fino alla produzione di nuovi manufatti in plastica riciclata. Un modello che aumenta l’efficienza complessiva del sistema e ne rafforza la resilienza nel lungo periodo.

Benefici territoriali

Il valore generato si riflette anche sul territorio, grazie al ruolo del polo di Cavaglià come hub avanzato dell’economia circolare, capace di attrarre competenze, sostenere l’occupazione e contribuire allo sviluppo di filiere locali.

Rebag dimostra come l’economia circolare possa diventare un’infrastruttura concreta di sviluppo sostenibile, in grado di unire progresso produttivo, responsabilità ambientale e benefici per le comunità.

Torna in cima alla pagina