“Arrivare da un percorso di studi e poter entrare in una caldaia, per toccare con mano tutto quello che ho studiato, dal bilancio energetico, al coefficiente di scambio termico, è stata la parte più entusiasmante.”
Il 23 giugno si celebra la Giornata Internazionale delle Donne nell’Ingegneria, la ricorrenza istituita nel 2014 da Women’s Engineering Society, un’organizzazione professionale nata più di un secolo fa fa per supportare le donne nel perseguire una carriera in ambito ingegneristico.
Dall’ingegneria elettrica all’ingegneria per l’economia circolare, oggi le donne con una laurea in ingegneria in Italia sono più di 340mila. Come riportano i dati del Centro Nazionale degli Ingegneri (CNI), rappresentano quindi il 27,8% dei laureati in queste discipline e il 7% dell’intera popolazione femminile laureata. Eppure, nonostante i risultati in crescita, si tende ancora a immaginare l’ingegnere come una professione al maschile. Sin dal percorso di studi, le laureate in ingegneria sono in media poco meno di un terzo rispetto ai colleghi.
Per noi di A2A, la Giornata Internazionale delle Donne nell’Ingegneria è quindi un’occasione per dare voce al cambiamento, raccontando il punto di vista delle professioniste che ogni giorno contribuiscono al futuro della transizione ecologica, dall’università ai nostri impianti.
Donne e ingegneria: a che punto siamo in Italia?


L’ingegneria comprende un ampio ventaglio di discipline in cui si diversifica la presenza al femminile. Se nell’ingegneria biomedica le donne sono la maggioranza dei laureati (oltre il 60%), nei corsi di laurea di ingegneria meccanica ed elettrica si attestano intorno al 13-14%. Il Premio Ingenio al femminile valorizza proprio questa varietà.
Si tratta di un riconoscimento promosso dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri che ogni anno premia le migliori tesi di laurea e di dottorato delle giovani ingegnere italiane. Per dare spazio a tutte le anime della disciplina, viene assegnato un premio per ciascuna grande area, dall'ingegneria civile e ambientale all'industriale, dall'informazione alla biomedica.
Anche per l’edizione 2026, che porta come tema “Innovare per la transizione sostenibile”, noi di A2A siamo tra le aziende che sostengono il Premio Ingenio al femminile come ambassador. Un impegno per il futuro reso possibile dalla professionalità delle nostre colleghe, come Silvia Casatta, ingegnera nel reparto realizzazione di A2A Illuminazione Pubblica, che quest’anno correggerà le tesi di laurea delle giovani ingegnere, e dalle ingegnere che portano la loro esperienza universitaria nella quotidianità degli impianti, come Francesca e Sara.
“Arrivare da un percorso di studi e poter entrare in una caldaia, per toccare con mano tutto quello che ho studiato, dal bilancio energetico, al coefficiente di scambio termico, è stata la parte più entusiasmante.”
Per Francesca Celi, ingegnera di processo al termovalorizzatore di Cremona, la giornata lavorativa è composta da attività diverse, tra cui alcune routinarie, ma imprescindibili per l’operatività dell’impianto, come l’approvvigionamento dei reagenti, l’ingresso e la gestione dei rifiuti, la gestione delle persone che sono in turno. Ci sono poi impieghi legati alla definizione del budget, al monitoraggio, alla rendicontazione e alle relazioni con gli enti esterni, come il Comune, le Regioni, l’ATS, l’ARPA.
La parte più divertente? Poter partecipare a progetti di miglioramento degli impianti, come quello legato alla digitalizzazione e automazione del carriponte, che permette di affiancare all’esperienza dell’operatore modelli di intelligenza artificiale utili per ottimizzare la gestione del rifiuto in vasca.
Per Sara Hernandez, invece, coordinatrice del reparto di manutenzione elettro-strumentale alla centrale termoelettrica di Chivasso, la giornata inizia con una riunione con il capo-reparto, per mappare le priorità dei problemi emersi il giorno prima. Il compito della sua squadra, infatti, è quello raccogliere tutte le segnalazioni di guasti all’interno della centrale e organizzare gli interventi necessari, dai sistemi di automazione degli impianti elettrici alle caldaie ausiliarie, fino alle turbine a gas e a vapore.
Le ingegnere arrivano da due percorsi di studio diversi: Francesca ha una laurea in ingegneria energetica (che comprende il 19% delle laureate magistrali e specialistiche) e un dottorato in fisica tecnica; Sara ha una laurea triennale in ingegneria meccanica e una magistrale in meccatronica (due ambiti che, a livello magistrale e specialistico, coinvolgono circa il 13-16% delle laureate).
“La ricerca guasti ti obbliga sempre a usare la testa e collegare indizi e quando trovi la soluzione è una soddisfazione enorme. Ho avuto anche la possibilità di prendere un patentino per la conduzione di generatori di calore di qualsiasi tipo e potenza, anche se non è richiesto per la mia posizione.”
Oggi l’ingegneria è un ambito composto da voci plurali e diversificate in cui le ingegnere stanno rafforzando la loro presenza. Il settore lavorativo offre ottime opportunità occupazionali per chi consegue una laurea in questa disciplina e in A2A si traduce in una quotidianità lavorativa che tende continuamente all’innovazione.
Dall’area Generazione e Trading, all’area Smart Infrastructures, fino all’area Circular Economy, siamo sempre alla ricerca di ingegnere che portino conoscenze e professionalità al fianco delle professioniste e dei professionisti che collaborano con noi. Le storie di Silvia, Francesca e Sara sono testimonianze di un percorso in continua evoluzione, dove il sapere diventa mestiere in un impegno condiviso per le pari opportunità.
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