Il repowering industriale può contribuire all’evoluzione degli impianti energetici e al percorso di transizione energetica industriale, valorizzando asset e infrastrutture già disponibili. In particolare, può diventare rilevante quando cresce il fabbisogno energetico o quando le caratteristiche di un sito consentono di sviluppare nuova capacità senza partire necessariamente da nuove aree e nuove infrastrutture.
Il repowering industriale consiste nell’aumentare la potenza installata rispetto alla configurazione precedente, aggiungendo nuova potenza in termini di kW.
L’intervento modifica quindi la capacità nominale dell’impianto o del sito e può creare le condizioni per una maggiore disponibilità di energia e, in funzione della tecnologia e delle condizioni operative, per un incremento della produzione energetica.
La differenza tra repowering e revamping riguarda l’aumento o meno della potenza installata:
Negli impianti alimentati da fonti rinnovabili, la distinzione è particolarmente evidente.
Per fare alcuni esempi, nel repowering fotovoltaico la nuova potenza può essere aggiunta sfruttando le aree liberate da un precedente revamping. Negli impianti fotovoltaici, i moduli di nuova generazione sono infatti più performanti rispetto a quelli installati 15-16 anni fa e, a parità di potenza, possono richiedere meno spazio. Sulle superfici che si rendono disponibili è quindi possibile realizzare nuovi impianti indipendenti da quelli esistenti, aumentando la potenza complessiva installata in kW.
Nel repowering eolico, invece, l’aumento di potenza avviene attraverso la sostituzione integrale, all’interno degli impianti, di una turbina con una di nuova generazione capace di erogare una potenza superiore.
La scelta dell’intervento non dipende da un solo indicatore. Serve un’analisi tecnica ed economica che consideri:
Un intervento di repowering può essere valutato quando:
In questi casi, il punto è capire se l’aumento di potenza possa essere realizzato valorizzando quanto già disponibile nel sito e se gli eventuali interventi necessari siano proporzionati ai benefici ottenibili.
Possono indicare invece l’opportunità di un revamping segnali come:
Un intervento di repowering richiede innanzitutto di definire quanta nuova potenza si intende aggiungere e di verificare se il sito e le infrastrutture esistenti possono supportarla. La valutazione riguarda quindi:
Su questa base è possibile progettare l’integrazione della nuova capacità con gli asset già presenti, considerando gli interventi necessari e le condizioni operative del sito. Il collaudo e il monitoraggio successivo consentono infine di verificare il corretto funzionamento della nuova configurazione e le prestazioni raggiunte.
Aumentare la potenza in un sito già esistente può limitare il ricorso a nuove materie prime, infrastrutture e superfici, soprattutto quando permette di riutilizzare il sito, le connessioni e le opere civili esistenti.
Il beneficio ambientale non è però automatico: alcuni progetti richiedono nuove fondazioni, ampliamenti o adeguamenti della rete. Mentre la produzione dei nuovi componenti genera a sua volta impatti. Il bilancio migliora quando il riuso delle infrastrutture e l’aumento della produzione energetica ottenibile compensano questi effetti. Il recupero dei componenti dismessi rafforza inoltre la coerenza con i principi dell'economia circolare.
Digitalizzazione, sistemi di controllo e manutenzione predittiva servono a rendere stabili nel tempo i miglioramenti ottenuti con il revamping e a supportare la gestione della nuova capacità introdotta dal repowering. I dati storici aiutano a individuare i componenti che incidono maggiormente sui consumi e sui fermi, mentre sensori e piattaforme di monitoraggio rilevano anomalie prima che diventino guasti. Più precisamente:
Il repowering industriale, aumentando la potenza installata, può accrescere la capacità disponibile del sito e, quando la configurazione dell’impianto lo consente, offrire maggiore flessibilità nella gestione della produzione energetica.
Gli interventi di revamping, invece, possono rendere gli impianti più efficienti, monitorabili e affidabili, contribuendo a ridurre i fermi non pianificati e a rendere più prevedibile la disponibilità della capacità produttiva.
Per un’industria energivora, una maggiore affidabilità degli asset può contribuire a contenere gli effetti dei fermi imprevisti e dei riavvii costosi, mentre una maggiore disponibilità di capacità può supportare l’evoluzione del fabbisogno energetico.
Quando riguarda centrali, sistemi di autoproduzione o altri impianti capaci di offrire flessibilità al sistema, il repowering può contribuire anche alla sicurezza energetica e alla resilienza delle infrastrutture. L’intervento può inoltre richiedere l’adeguamento delle opere di connessione alla rete.
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