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PPA (Power Purchase Agreement): cosa sono e come funzionano

I PPA, o Power Purchase Agreement, sono contratti di lungo termine per la compravendita di energia elettrica tra un produttore e un acquirente. Nel contesto della transizione energetica sono usati soprattutto per l’acquisto di energia da fonti rinnovabili.

Questo tipo di contratti ha acquisito un ruolo crescente nel mercato europeo come strumento per stabilizzare i ricavi dei produttori e dare prevedibilità ai costi degli acquirenti.

Ecco una breve guida sull’argomento che chiarisce cos'è un PPA, come funziona, quali soggetti coinvolge e quali tipologie esistono.

  • Cosa sono
  • Come funziona
  • Parti coinvolte
  • Tipologie
  • Struttura della fornitura
  • Il prezzo
  • Vantaggi e benefici
  • Ruolo
  • Applicazioni
  • Quadro nazionale
  • Domande frequenti

Cosa si intende per PPA? Significato e definizione

Un PPA è un contratto bilaterale di lungo termine che lega un produttore di energia rinnovabile a un acquirente che si impegna a comprare l'elettricità generata dall'impianto. Il contratto definisce in anticipo:

  • prezzo
  • volumi e profili
  • durata
  • modalità di consegna dell'energia.

La durata di un PPA varia in base al progetto e alla struttura contrattuale. Nel quadro italiano più recente, le misure fanno riferimento a contratti di durata non inferiore a 5 anni.

A differenza di un contratto di fornitura standard, il Power Purchase Agreement è normalmente negoziato bilateralmente, anche fuori dai mercati organizzati. In Italia esiste però la Bacheca PPA del GME, che ha l’obiettivo di favorire l’incontro tra operatori e su cui è prevista la registrazione dei contratti di lungo termine da fonti rinnovabili con consegna fisica.

L'energia oggetto del contratto proviene di norma da impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici o biomasse In ottica di tracciabilità, al PPA si possono associare le Garanzie di Origine emesse dal GSE, per certificare la natura rinnovabile dei MWh contrattualizzati.

In Italia, il quadro normativo di riferimento comprende il D.lgs. 199/2021, che ha recepito la direttiva RED II, il D.lgs. 5/2026 di attuazione della direttiva RED III e, per le misure più recenti sui PPA, il D.L. 21/2026 convertito dalla L. 49/2026.

Come funziona un PPA?

Un PPA funziona come un accordo bilaterale che fissa per molti anni le condizioni di scambio dell'energia tra produttore e acquirente. Le parti definiscono in fase di negoziazione tutti gli elementi essenziali del contratto, tra cui:

  • la quantità di energia (MWh) o la quota di produzione coperta dal contratto
  • il prezzo dell'energia, fisso, indicizzato o variabile
  • il punto di consegna e le regole di sbilanciamento
  • la durata e la data di avvio della fornitura
  • le clausole di penalità, risoluzione (termination) e forza maggiore
  • il trattamento delle Garanzie di Origine associate.

La consegna dell'energia può essere fisica o finanziaria.

Nel caso del PPA fisico, l’energia è consegnata contrattualmente attraverso la rete (ai punti di consumo) e regolata dai soggetti di mercato coinvolti, con la gestione degli sbilanciamenti da parte dei soggetti responsabili. Questo non implica una tracciabilità fisica puntuale dei singoli flussi elettrici consumati dall’acquirente.

Nel caso del PPA finanziario o virtuale, invece, non avviene una consegna fisica dell’energia all’acquirente: le parti regolano economicamente la differenza tra il prezzo di mercato e il prezzo definito nel contratto.

Chi sono le parti coinvolte e cosa viene regolato

I soggetti coinvolti in un Power Purchase Agreement formano una catena articolata, che va dalla produzione fino al consumo finale. I principali ruoli sono:

  • produttore: gestisce l'impianto rinnovabile e vende l'energia attraverso il contratto
  • off-taker (acquirente): il consumatore di energia, tipicamente un'azienda industriale, una utility o una pubblica amministrazione (o in alcuni casi anche un consumatore domestico o un esercizio commerciale)
  • intermediario: facilita l'accesso ai mercati e raccoglie la produzione di più impianti in un perimetro di bilanciamento
  • energy manager: gestisce l’attività di programmazione, aggregazione del portafoglio, si fa carico dei rischi di profilo, mercato e sbilanciamento: si fa carico delle differenze tra produzione prevista ed effettiva
  • fornitore: integra l'energia del PPA con altre fonti per coprire l'intero fabbisogno dell'acquirente, garantendogli la fornitura ai punti di consumo
  • gestore di rete: Terna, come TSO, gestisce la trasmissione e il dispacciamento sulla rete nazionale; i DSO gestiscono invece le reti di distribuzione e le connessioni alla distribuzione, quando pertinenti.

A questi attori si affiancano figure di supporto come banche, studi legali specializzati e consulenti tecnici. La complessità del contratto rende necessario un confronto strutturato fin dalle fasi preliminari, soprattutto per i progetti greenfield.

In Italia, il DM n. 152 del 20 giugno 2025 ha fornito al GME gli indirizzi per lo sviluppo del mercato organizzato dei PPA (MPPA), il cui modello di funzionamento è stato posto in consultazione nel luglio 2025. A questo assetto si è successivamente affiancata la disciplina introdotta dall’articolo 4 del DL n. 21 del 20 febbraio 2026, convertito con modificazioni dalla legge n. 49 del 10 aprile 2026. La nuova disciplina prevede l’adeguamento della Bacheca PPA gestita dal GME, il supporto del GSE alla stipula dei contratti e la possibilità che quest’ultimo assuma, su richiesta delle parti e nel rispetto dei requisiti previsti, il ruolo di garante di ultima istanza. Tra giugno e luglio 2026 il GSE ha sottoposto a consultazione gli orientamenti per l’attuazione del nuovo meccanismo.

Tipologie di PPA: quali sono le differenze

Le principali tipologie di PPA si distinguono in base a due criteri:

  • la natura della consegna (fisica o finanziaria)
  • la categoria dell'acquirente.

Comprendere queste differenze è essenziale per inquadrare correttamente il funzionamento del contratto e i suoi effetti contabili.

PPA fisico: on-site e off-site

Un PPA fisico prevede una consegna commerciale o contrattuale dell’energia, tramite rete o configurazioni dirette. Si differenzia in due varianti:

  • PPA on-site: l’impianto rinnovabile è installato presso o in prossimità del sito del consumatore (con una connessione diretta) e l’energia è consumata direttamente, senza utilizzo della rete pubblica per la parte autoconsumata
  • PPA off-site: l'energia è immessa in rete e consegnata ai punti di consumo tramite la rete elettrica nazionale.

La soluzione off-site è spesso più diffusa perché consente di sfruttare aree con migliori condizioni di produzione, indipendentemente dalla localizzazione del consumatore. Comporta però la gestione dei costi di trasporto e degli sbilanciamenti.

PPA virtuale (financial PPA o sintetico)

Un PPA virtuale, detto anche financial PPA, è un contratto puramente finanziario, slegato dalla consegna fisica dell'energia. Il produttore vende l'elettricità sul mercato spot e tra le parti viene regolata solo la differenza tra prezzo di mercato e prezzo di contratto.

Quando il prezzo spot è inferiore al prezzo del PPA virtuale, l'acquirente integra la differenza; quando è superiore, riceve un pagamento dal produttore.

Il PPA virtuale non è invece adatto a chi cerca una vera tracciabilità fisica dell'energia consumata, dal momento che i flussi elettrici reali restano governati dal mercato. Si può tuttavia avere un collegamento con l’energia prodotta tramite la consegna delle Garanzie di Origine associate anche attraverso i sistemi specifici di monitoraggio.

Corporate PPA e Utility PPA

Un Corporate PPA è stipulato tra un produttore rinnovabile e una società consumatrice di energia, tipicamente industriale o terziaria.

Un Utility PPA, invece, è siglato tra un produttore e una utility. L'utility a sua volta rivende l'energia ai propri clienti finali. In entrambi i casi il meccanismo contrattuale è simile. Cambiano però la natura dell'acquirente e il ruolo del PPA nel suo portafoglio energetico.

Come si struttura la fornitura in un PPA?

La struttura della fornitura in un Power Purchase Agreement definisce il profilo, ovvero in che modo il volume di energia venduto si rapporta alla produzione effettiva dell'impianto. In altre parole, stabilisce se l’acquirente compra esattamente l’energia prodotta dall’impianto, oppure un volume diverso, già definito o previsto.

Le configurazioni più diffuse includono:

  • pay-as-produced: l’acquirente compra l’energia effettivamente prodotta dall’impianto secondo il profilo di generazione. È spesso una formula più competitiva perché trasferisce all’acquirente una quota maggiore di rischio di volume e di profilo
  • pay-as-nominated o pay-as-forecasted: l'acquirente acquista volumi basati sulle previsioni di produzione comunicate dal produttore il giorno prima
  • pay as profiled (profilo orario take or pay): l’acquirente compra l’energia prevista contrattualmente a livello orario sulla base della produzione stimata ex ante dell’impianto (profilo standard), indipendentemente da consuntivi (influenzati da condizioni meteo, ecc). Garantisce al consumatore un rischio inferiore rispetto alle strutture precedenti.
  • baseload: l'acquirente acquista una quantità fissa e costante di energia, indipendentemente dalla produzione reale dell'impianto sottostante.

Nelle formule pay as profiled e baseload il produttore deve compensare le variazioni della produzione acquistando o vendendo l'eccedenza sul mercato. Questo trasferisce il rischio di profilo dal consumatore al produttore e si riflette in genere su un prezzo più alto.

La scelta della struttura di fornitura dipende dal profilo di consumo dell'acquirente, dalla tecnologia dell'impianto e dall'appetito al rischio delle parti.

Come si forma il prezzo?

Il prezzo di un PPA si forma attraverso una negoziazione bilaterale, che riflette il valore atteso dell'energia, i rischi assunti e le condizioni di mercato. Le strutture più comuni sono:

  • prezzo fisso: il valore in €/MWh resta stabile per tutta la durata del contratto, eventualmente con un incremento programmato secondo una progressione prestabilita
  • prezzo indicizzato: il prezzo iniziale è ancorato a un inflazione e si aggiorna periodicamente
  • prezzo variabile o floating: il prezzo segue un indice di mercato o un prezzo spot di riferimento, eventualmente con formule di sconto, cap, floor o collar definite contrattualmente.

Sul valore finale incidono diversi fattori:

  • durata del contratto
  • tecnologia e quindi profilo
  • configurazione di fornitura (fisico o finanziario)
  • data di inizio
  • flessibilità sui volumi.

I prezzi per un PPA di lungo termine sono meno influenzati dal mercato e tendono a posizionarsi sul livello di LCOE (Levelized Cost of Energy, cioè il costo medio livellato dell’energia) dell’impianto generando quindi un disaccoppiamento rispetto al mercato spot.

I prezzi sono inoltre influenzati dalla diffusione delle rinnovabili intermittenti. Sui mercati a forte penetrazione solare ed eolica si può generare cannibalizzazione.

Quali sono vantaggi e benefici?

I benefici di un PPA si distribuiscono tra entrambe le parti del contratto e riguardano dimensioni economiche, finanziarie e ambientali. Per il produttore il vantaggio principale è la prevedibilità dei ricavi su un orizzonte di molti anni, condizione necessaria per ottenere finanziamenti bancari sui nuovi impianti.

Per l'acquirente i benefici riguardano:

  • il costo dell'energia
  • la copertura dalla volatilità di mercato
  • la possibilità di sostenere obiettivi di decarbonizzazione con uno strumento tracciabile.

A questi si aggiungono effetti sistemici sul mercato elettrico:

  • sviluppo di nuova capacità rinnovabile, perché questi contratti migliorano la bancabilità dei progetti greenfield
  • riduzione della pressione sui meccanismi di incentivo pubblico, dato che il contratto sostituisce in parte il sostegno statale
  • maggiore liquidità del mercato a termine, soprattutto nei paesi dove esistono piattaforme organizzate dedicate.

I benefici del PPA riflettono la strategia di ogni singolo acquirente in termini di gestione del rischio, obiettivi di sostenibilità e stabilizzazione dei prezzi. La definizione di questi obiettivi richiede un’attenta calibrazione del volume e del profilo del PPA e valutazione delle condizioni economiche di fornitura e affidabilità della controparte.

Prezzo, volume e controparte

Prezzo, volume e controparte sono le tre dimensioni di rischio che determinano il valore reale di un PPA e che vanno valutate prima della firma. La distribuzione di questi rischi tra le parti incide direttamente sul prezzo finale del contratto. Più precisamente, è possibile distinguere tra:

  • rischio di prezzo: divergenza tra il prezzo del Power Purchase Agreement e i prezzi di mercato durante la vita del contratto. Può essere mitigato con strutture indicizzate o con soglie minime e massime (cap e floor). Anche la scelta di non stabilizzare i costi energetici comporta un rischio, lasciando esposti i consumatori alla volatilità del mercato.
  • rischio di volume: incertezza sulla quantità di energia che l'impianto produrrà nell'arco del contratto, gestito attraverso indici probabilistici come P50 e P90. Tale rischio per l’acquirente viene meno in caso di contratti pay as profiled (take or pay) o baseload.
  • rischio di controparte: rischio di insolvenza o inadempimento di una delle parti, particolarmente rilevante per i progetti greenfield e affrontato con garanzie finanziarie e clausole di credit support.

A questi si aggiunge il rischio di profilo (shape risk), legato allo scostamento tra la curva di produzione e quella di consumo. La sua gestione dipende dalla struttura di fornitura scelta. Pay-as-produced lascia il rischio di profilo all'acquirente, baseload lo trasferisce al produttore

Che ruolo hanno le Garanzie di Origine nei PPA?

Le Garanzie di Origine (GO) hanno il ruolo di certificare la provenienza rinnovabile dell'energia oggetto del PPA, consentendone la tracciabilità. In Italia le Garanzie di Origine sono titoli elettronici emessi dal GSE: ogni titolo corrisponde a 1 MWh prodotto da un impianto qualificato IGO.

Le Garanzie di Origine sono valide 12 mesi dalla produzione della relativa unità energetica. Dopo tale termine non possono più essere trasferite, ma solo annullate dal detentore entro i 6 mesi successivi e comunque non oltre il 31 marzo del secondo anno successivo a quello di produzione.

Le GO possono essere trasferite sulle piattaforme M-GO e PB-GO, gestite dal GME. Inoltre possono circolare anche tramite la piattaforma internazionale dell’AIB e, in alcuni casi, tramite aste GO organizzate dal GSE.

Nel contesto di un Power Purchase Agreement, il produttore può cedere all'acquirente le GO relative all'energia oggetto del contratto. Questo permette al consumatore di rendicontare gli acquisti come energia rinnovabile ai fini dello Scope 2 market-based, secondo il GHG Protocol.

Le GO sono dunque uno strumento complementare al PPA. Di per sé, tuttavia, non implicano un legame fisico tra produzione e consumo a meno di una connessione fisica tra produzione e consumo.

Applicazioni a fotovoltaico ed eolico

L'applicazione dei PPA alle fonti rinnovabili dipende fortemente dal profilo di produzione della tecnologia sottostante. Solare ed eolico, le due fonti più contrattualizzate, hanno comportamenti molto diversi:

  • PPA fotovoltaico (solar PPA): la produzione è concentrata nelle ore diurne e nei mesi estivi, con forte variabilità stagionale e sensibilità alla localizzazione geografica
  • PPA eolico: la produzione è meno prevedibile su scala oraria ma generalmente più alta nei mesi invernali e nelle ore notturne, con differenze marcate tra eolico onshore e offshore.

Per le fonti programmabili come idroelettrico a bacino e biomasse, il profilo di produzione è più stabile e si presta più facilmente a strutture baseload. Le scelte tecnologiche influenzano la struttura del PPA, il profilo, le clausole di sbilanciamento e il prezzo finale.

Nel mercato italiano dei PPA, fotovoltaico ed eolico restano le tecnologie più rilevanti.

PPA nel quadro nazionale: cosa influenza la diffusione

Il contesto dei PPA in Italia è in rapida evoluzione, sostenuto da un quadro normativo aggiornato e da una domanda industriale in crescita. Secondo Pexapark, tra il 2024 e il 2025, il mercato italiano ha consolidato il proprio ruolo europeo, in controtendenza rispetto ad alcuni mercati europei più maturi: nel 2025 la Germania ha registrato un forte calo dei volumi PPA solari, mentre l’Italia ha mostrato una dinamica più positiva.

Tra gli elementi di contesto più rilevanti si segnalano:

  • il quadro normativo nazionale sui PPA, delineato dal DM n. 152 del 20 giugno 2025 e successivamente integrato dall’articolo 4 del DL n. 21 del 20 febbraio 2026
  • il meccanismo Energy Release, che offre energia a 65 €/MWh per tre anni alle imprese energivore in cambio di nuovi investimenti in capacità rinnovabile
  • il sistema FER X Transitorio, operativo fino al 31 dicembre 2025, sostiene lo sviluppo di impianti rinnovabili con costi di generazione ormai prossimi alla competitività di mercato. Nel 2025 le aste hanno assegnato nuova capacità fotovoltaica su larga scala, contribuendo a rafforzare la bancabilità dei progetti e, indirettamente, il contesto di sviluppo dei PPA
  • la Raccomandazione della Commissione europea del 22 aprile 2026, che invita gli Stati membri a rimuovere le barriere allo sviluppo dei Power Purchase Agreement e a facilitare l’accesso ai PPA anche per imprese di dimensioni più contenute.

Domande frequenti sui PPA

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A cura di

Giovanni Perrone
Director Portfolio Management and Trading - Gruppo A2A
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