MASE
D.M. 152/2025 sui PPA
I PPA, o Power Purchase Agreement, sono contratti di lungo termine per la compravendita di energia elettrica tra un produttore e un acquirente. Nel contesto della transizione energetica sono usati soprattutto per l’acquisto di energia da fonti rinnovabili.
Questo tipo di contratti ha acquisito un ruolo crescente nel mercato europeo come strumento per stabilizzare i ricavi dei produttori e dare prevedibilità ai costi degli acquirenti.
Ecco una breve guida sull’argomento che chiarisce cos'è un PPA, come funziona, quali soggetti coinvolge e quali tipologie esistono.
Un PPA è un contratto bilaterale di lungo termine che lega un produttore di energia rinnovabile a un acquirente che si impegna a comprare l'elettricità generata dall'impianto. Il contratto definisce in anticipo:
La durata di un PPA varia in base al progetto e alla struttura contrattuale. Nel quadro italiano più recente, le misure fanno riferimento a contratti di durata non inferiore a 5 anni.
A differenza di un contratto di fornitura standard, il Power Purchase Agreement è normalmente negoziato bilateralmente, anche fuori dai mercati organizzati. In Italia esiste però la Bacheca PPA del GME, che ha l’obiettivo di favorire l’incontro tra operatori e su cui è prevista la registrazione dei contratti di lungo termine da fonti rinnovabili con consegna fisica.
L'energia oggetto del contratto proviene di norma da impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici o biomasse In ottica di tracciabilità, al PPA si possono associare le Garanzie di Origine emesse dal GSE, per certificare la natura rinnovabile dei MWh contrattualizzati.
In Italia, il quadro normativo di riferimento comprende il D.lgs. 199/2021, che ha recepito la direttiva RED II, il D.lgs. 5/2026 di attuazione della direttiva RED III e, per le misure più recenti sui PPA, il D.L. 21/2026 convertito dalla L. 49/2026.
Un PPA funziona come un accordo bilaterale che fissa per molti anni le condizioni di scambio dell'energia tra produttore e acquirente. Le parti definiscono in fase di negoziazione tutti gli elementi essenziali del contratto, tra cui:
La consegna dell'energia può essere fisica o finanziaria.
Nel caso del PPA fisico, l’energia è consegnata contrattualmente attraverso la rete (ai punti di consumo) e regolata dai soggetti di mercato coinvolti, con la gestione degli sbilanciamenti da parte dei soggetti responsabili. Questo non implica una tracciabilità fisica puntuale dei singoli flussi elettrici consumati dall’acquirente.
Nel caso del PPA finanziario o virtuale, invece, non avviene una consegna fisica dell’energia all’acquirente: le parti regolano economicamente la differenza tra il prezzo di mercato e il prezzo definito nel contratto.
I soggetti coinvolti in un Power Purchase Agreement formano una catena articolata, che va dalla produzione fino al consumo finale. I principali ruoli sono:
A questi attori si affiancano figure di supporto come banche, studi legali specializzati e consulenti tecnici. La complessità del contratto rende necessario un confronto strutturato fin dalle fasi preliminari, soprattutto per i progetti greenfield.
In Italia, il DM n. 152 del 20 giugno 2025 ha fornito al GME gli indirizzi per lo sviluppo del mercato organizzato dei PPA (MPPA), il cui modello di funzionamento è stato posto in consultazione nel luglio 2025. A questo assetto si è successivamente affiancata la disciplina introdotta dall’articolo 4 del DL n. 21 del 20 febbraio 2026, convertito con modificazioni dalla legge n. 49 del 10 aprile 2026. La nuova disciplina prevede l’adeguamento della Bacheca PPA gestita dal GME, il supporto del GSE alla stipula dei contratti e la possibilità che quest’ultimo assuma, su richiesta delle parti e nel rispetto dei requisiti previsti, il ruolo di garante di ultima istanza. Tra giugno e luglio 2026 il GSE ha sottoposto a consultazione gli orientamenti per l’attuazione del nuovo meccanismo.
Le principali tipologie di PPA si distinguono in base a due criteri:
Comprendere queste differenze è essenziale per inquadrare correttamente il funzionamento del contratto e i suoi effetti contabili.
Un PPA fisico prevede una consegna commerciale o contrattuale dell’energia, tramite rete o configurazioni dirette. Si differenzia in due varianti:
La soluzione off-site è spesso più diffusa perché consente di sfruttare aree con migliori condizioni di produzione, indipendentemente dalla localizzazione del consumatore. Comporta però la gestione dei costi di trasporto e degli sbilanciamenti.
Un PPA virtuale, detto anche financial PPA, è un contratto puramente finanziario, slegato dalla consegna fisica dell'energia. Il produttore vende l'elettricità sul mercato spot e tra le parti viene regolata solo la differenza tra prezzo di mercato e prezzo di contratto.
Quando il prezzo spot è inferiore al prezzo del PPA virtuale, l'acquirente integra la differenza; quando è superiore, riceve un pagamento dal produttore.
Il PPA virtuale non è invece adatto a chi cerca una vera tracciabilità fisica dell'energia consumata, dal momento che i flussi elettrici reali restano governati dal mercato. Si può tuttavia avere un collegamento con l’energia prodotta tramite la consegna delle Garanzie di Origine associate anche attraverso i sistemi specifici di monitoraggio.
Un Corporate PPA è stipulato tra un produttore rinnovabile e una società consumatrice di energia, tipicamente industriale o terziaria.
Un Utility PPA, invece, è siglato tra un produttore e una utility. L'utility a sua volta rivende l'energia ai propri clienti finali. In entrambi i casi il meccanismo contrattuale è simile. Cambiano però la natura dell'acquirente e il ruolo del PPA nel suo portafoglio energetico.
La struttura della fornitura in un Power Purchase Agreement definisce il profilo, ovvero in che modo il volume di energia venduto si rapporta alla produzione effettiva dell'impianto. In altre parole, stabilisce se l’acquirente compra esattamente l’energia prodotta dall’impianto, oppure un volume diverso, già definito o previsto.
Le configurazioni più diffuse includono:
Nelle formule pay as profiled e baseload il produttore deve compensare le variazioni della produzione acquistando o vendendo l'eccedenza sul mercato. Questo trasferisce il rischio di profilo dal consumatore al produttore e si riflette in genere su un prezzo più alto.
La scelta della struttura di fornitura dipende dal profilo di consumo dell'acquirente, dalla tecnologia dell'impianto e dall'appetito al rischio delle parti.
Il prezzo di un PPA si forma attraverso una negoziazione bilaterale, che riflette il valore atteso dell'energia, i rischi assunti e le condizioni di mercato. Le strutture più comuni sono:
Sul valore finale incidono diversi fattori:
I prezzi per un PPA di lungo termine sono meno influenzati dal mercato e tendono a posizionarsi sul livello di LCOE (Levelized Cost of Energy, cioè il costo medio livellato dell’energia) dell’impianto generando quindi un disaccoppiamento rispetto al mercato spot.
I prezzi sono inoltre influenzati dalla diffusione delle rinnovabili intermittenti. Sui mercati a forte penetrazione solare ed eolica si può generare cannibalizzazione.
I benefici di un PPA si distribuiscono tra entrambe le parti del contratto e riguardano dimensioni economiche, finanziarie e ambientali. Per il produttore il vantaggio principale è la prevedibilità dei ricavi su un orizzonte di molti anni, condizione necessaria per ottenere finanziamenti bancari sui nuovi impianti.
Per l'acquirente i benefici riguardano:
A questi si aggiungono effetti sistemici sul mercato elettrico:
I benefici del PPA riflettono la strategia di ogni singolo acquirente in termini di gestione del rischio, obiettivi di sostenibilità e stabilizzazione dei prezzi. La definizione di questi obiettivi richiede un’attenta calibrazione del volume e del profilo del PPA e valutazione delle condizioni economiche di fornitura e affidabilità della controparte.
Prezzo, volume e controparte sono le tre dimensioni di rischio che determinano il valore reale di un PPA e che vanno valutate prima della firma. La distribuzione di questi rischi tra le parti incide direttamente sul prezzo finale del contratto. Più precisamente, è possibile distinguere tra:
A questi si aggiunge il rischio di profilo (shape risk), legato allo scostamento tra la curva di produzione e quella di consumo. La sua gestione dipende dalla struttura di fornitura scelta. Pay-as-produced lascia il rischio di profilo all'acquirente, baseload lo trasferisce al produttore
Le Garanzie di Origine (GO) hanno il ruolo di certificare la provenienza rinnovabile dell'energia oggetto del PPA, consentendone la tracciabilità. In Italia le Garanzie di Origine sono titoli elettronici emessi dal GSE: ogni titolo corrisponde a 1 MWh prodotto da un impianto qualificato IGO.
Le Garanzie di Origine sono valide 12 mesi dalla produzione della relativa unità energetica. Dopo tale termine non possono più essere trasferite, ma solo annullate dal detentore entro i 6 mesi successivi e comunque non oltre il 31 marzo del secondo anno successivo a quello di produzione.
Le GO possono essere trasferite sulle piattaforme M-GO e PB-GO, gestite dal GME. Inoltre possono circolare anche tramite la piattaforma internazionale dell’AIB e, in alcuni casi, tramite aste GO organizzate dal GSE.
Nel contesto di un Power Purchase Agreement, il produttore può cedere all'acquirente le GO relative all'energia oggetto del contratto. Questo permette al consumatore di rendicontare gli acquisti come energia rinnovabile ai fini dello Scope 2 market-based, secondo il GHG Protocol.
Le GO sono dunque uno strumento complementare al PPA. Di per sé, tuttavia, non implicano un legame fisico tra produzione e consumo a meno di una connessione fisica tra produzione e consumo.
L'applicazione dei PPA alle fonti rinnovabili dipende fortemente dal profilo di produzione della tecnologia sottostante. Solare ed eolico, le due fonti più contrattualizzate, hanno comportamenti molto diversi:
Per le fonti programmabili come idroelettrico a bacino e biomasse, il profilo di produzione è più stabile e si presta più facilmente a strutture baseload. Le scelte tecnologiche influenzano la struttura del PPA, il profilo, le clausole di sbilanciamento e il prezzo finale.
Nel mercato italiano dei PPA, fotovoltaico ed eolico restano le tecnologie più rilevanti.
Il contesto dei PPA in Italia è in rapida evoluzione, sostenuto da un quadro normativo aggiornato e da una domanda industriale in crescita. Secondo Pexapark, tra il 2024 e il 2025, il mercato italiano ha consolidato il proprio ruolo europeo, in controtendenza rispetto ad alcuni mercati europei più maturi: nel 2025 la Germania ha registrato un forte calo dei volumi PPA solari, mentre l’Italia ha mostrato una dinamica più positiva.
Tra gli elementi di contesto più rilevanti si segnalano:
MASE
D.M. 152/2025 sui PPA
GME
Bacheca PPA
ARERA
Delibera 417/2025/R/eel
GSE
Garanzie d’Origine
GSE
FER X, come funziona
GSE
FER X, graduatorie
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